Nell’architettura romanica sono spesso leoni stilofori, posti alla base delle colonne che sostengono il protiro

Nell’architettura romanica sono spesso leoni stilofori, posti alla base delle colonne che sostengono il protiro

Aug 12, 2026 - 08:53
Aug 12, 2026 - 08:56
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Nell’architettura romanica sono spesso leoni stilofori, posti alla base delle colonne che sostengono il protiro

𝐈 𝐋𝐄𝐎𝐍𝐈 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐑𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐒𝐀𝐂𝐑𝐎 : 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐈 𝐄𝐍𝐓𝐑𝐀𝐑𝐄, 𝐒𝐈 𝐏𝐀𝐒𝐒𝐀 𝐓𝐑𝐀 𝐈 𝐋𝐄𝐎𝐍𝐈
Davanti alle porte di molte chiese medievali attendono due leoni di pietra.
Non sono semplici decorazioni: occupano il punto esatto in cui il mondo quotidiano termina e comincia lo spazio sacro.
Nell’architettura romanica sono spesso leoni stilofori, posti alla base delle colonne che sostengono il protiro. Ma il loro compito è anche simbolico. Il leone rappresenta forza, vigilanza e giustizia; può richiamare Cristo, il “Leone della tribù di Giuda”, ma anche il pericolo e la potenza che devono essere dominati prima di varcare la soglia.
Talvolta sotto le loro zampe compaiono uomini o animali. Non è possibile attribuire a tutte queste figure un unico significato, ma l’immagine è volutamente inquietante: ciò che è ostile, disordinato o malvagio viene trattenuto fuori dal luogo consacrato. Il fedele entra così passando sotto lo sguardo di due custodi silenziosi.
Questa idea è molto più antica del Medioevo e compare in civiltà lontanissime.
Le sfingi proteggevano templi e sepolture del mondo antico; in Cina, i leoni guardiani chiamati shishi, spesso conosciuti in Occidente come “cani di Fo”, venivano collocati davanti a palazzi, tombe ed edifici sacri.
Anche gli shishi sono generalmente disposti in coppia. Il maschio posa una zampa su una sfera ricamata, simbolo di autorità e dominio; la femmina protegge un cucciolo, immagine della discendenza e della continuità della vita.
Queste tradizioni nacquero in culture lontane e non devono necessariamente essere considerate direttamente collegate. Eppure rivelano la stessa antica convinzione: i luoghi importanti devono essere protetti e ogni passaggio verso il sacro, il potere o l’ignoto deve essere riconoscibile.
Per secoli il leone è rimasto così sulla soglia, non soltanto per allontanare il male, ma per ricordare a chi entra che sta lasciando un mondo alle proprie spalle e sta per varcarne un altro.