Per oltre mille anni, monete, gioielli e oggetti appartenuti probabilmente a uno dei personaggi piรน importanti dellโImpero bizantino sono rimasti nascosti sul fondo del Mare Adriatico.
Il tesoro รจ stato ritrovato tra i resti di una nave affondata nel VII-VIII secolo al largo dellโisola croata di Mljet, nei pressi della baia di Polaฤe.
Non si trattava, a quanto pare, di una comune imbarcazione mercantile: gli oggetti recuperati suggeriscono infatti che a bordo viaggiassero un alto funzionario bizantino e il suo seguito, forse impegnati in una missione politica o diplomatica.
Tra i reperti piรน straordinari figurano quattro completi ornamentali da cintura in oro, fibbie e placche finemente lavorate, alcune decorate con rubini, smeraldi e perle. Sono state trovate anche monete dโoro coniate sotto gli imperatori della dinastia di Eraclio e un rarissimo anello con sigillo sul quale รจ raffigurato un imperatore.
Un oggetto simile non era un semplice gioiello. Poteva essere utilizzato per autenticare e sigillare documenti ufficiali e, secondo gli archeologi, difficilmente sarebbe appartenuto a una persona comune. Potrebbe essere stato indossato da un importante rappresentante dello Stato o dellโesercito bizantino, oppure essere stato trasportato come prezioso dono diplomatico. Complessivamente, dopo la pulitura e il restauro, gli oggetti recuperati superano i 600 grammi dโoro: secondo i responsabili delle ricerche, si tratta della piรน grande quantitร di oro mai rinvenuta allโinterno di un relitto nel Mediterraneo.
Accanto ai tesori sono emersi anche reperti molto piรน ordinari: anfore, piatti, brocche, bilance commerciali, attrezzi da pesca, dadi e pedine da gioco. Oggetti che raccontano la vita quotidiana trascorsa a bordo e che trasformano il relitto in una sorta di fotografia rimasta immobile per oltre tredici secoli.
La nave, lunga probabilmente una ventina di metri, potrebbe essere partita da Costantinopoli e aver navigato verso nord, forse in direzione di Ravenna. Mljet si trovava infatti lungo una delle rotte che collegavano il Mediterraneo orientale con lโAdriatico e lโItalia.
Il relitto venne individuato piรน di dieci anni fa, ma il fondale ripido e le difficili condizioni di immersione hanno imposto un lavoro estremamente lento. Gli archeologi potevano operare sul sito soltanto per poche settimane ogni estate e trascorrere sul fondo poco piรน di mezzโora al giorno. Il risultato di questa lunga ricerca non รจ soltanto un eccezionale tesoro dโoro.
La nave dimostra che, anche durante un periodo spesso descritto come oscuro e segnato dalla crisi dellโImpero bizantino, le rotte dellโAdriatico continuavano a essere percorse da mercanti, funzionari, ambasciatori e persone capaci di trasportare ricchezze degne della corte imperiale.