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Jul 28, 2026 - 10:38
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Per oltre mille anni, monete, gioielli e oggetti appartenuti probabilmente a uno dei personaggi piรน importanti dellโ€™Impero bizantino sono rimasti nascosti sul fondo del Mare Adriatico.
Il tesoro รจ stato ritrovato tra i resti di una nave affondata nel VII-VIII secolo al largo dellโ€™isola croata di Mljet, nei pressi della baia di Polaฤe.
Non si trattava, a quanto pare, di una comune imbarcazione mercantile: gli oggetti recuperati suggeriscono infatti che a bordo viaggiassero un alto funzionario bizantino e il suo seguito, forse impegnati in una missione politica o diplomatica.
Tra i reperti piรน straordinari figurano quattro completi ornamentali da cintura in oro, fibbie e placche finemente lavorate, alcune decorate con rubini, smeraldi e perle. Sono state trovate anche monete dโ€™oro coniate sotto gli imperatori della dinastia di Eraclio e un rarissimo anello con sigillo sul quale รจ raffigurato un imperatore.
Un oggetto simile non era un semplice gioiello. Poteva essere utilizzato per autenticare e sigillare documenti ufficiali e, secondo gli archeologi, difficilmente sarebbe appartenuto a una persona comune. Potrebbe essere stato indossato da un importante rappresentante dello Stato o dellโ€™esercito bizantino, oppure essere stato trasportato come prezioso dono diplomatico. Complessivamente, dopo la pulitura e il restauro, gli oggetti recuperati superano i 600 grammi dโ€™oro: secondo i responsabili delle ricerche, si tratta della piรน grande quantitร  di oro mai rinvenuta allโ€™interno di un relitto nel Mediterraneo.
Accanto ai tesori sono emersi anche reperti molto piรน ordinari: anfore, piatti, brocche, bilance commerciali, attrezzi da pesca, dadi e pedine da gioco. Oggetti che raccontano la vita quotidiana trascorsa a bordo e che trasformano il relitto in una sorta di fotografia rimasta immobile per oltre tredici secoli.
La nave, lunga probabilmente una ventina di metri, potrebbe essere partita da Costantinopoli e aver navigato verso nord, forse in direzione di Ravenna. Mljet si trovava infatti lungo una delle rotte che collegavano il Mediterraneo orientale con lโ€™Adriatico e lโ€™Italia.
Il relitto venne individuato piรน di dieci anni fa, ma il fondale ripido e le difficili condizioni di immersione hanno imposto un lavoro estremamente lento. Gli archeologi potevano operare sul sito soltanto per poche settimane ogni estate e trascorrere sul fondo poco piรน di mezzโ€™ora al giorno. Il risultato di questa lunga ricerca non รจ soltanto un eccezionale tesoro dโ€™oro.
La nave dimostra che, anche durante un periodo spesso descritto come oscuro e segnato dalla crisi dellโ€™Impero bizantino, le rotte dellโ€™Adriatico continuavano a essere percorse da mercanti, funzionari, ambasciatori e persone capaci di trasportare ricchezze degne della corte imperiale.